Anche padre Puglisi nel Giardino dei Giusti di Brescia

«Il segreto dell’esistenza umana non sta solo nel vivere, ma in ciò per cui si vive» diceva Dostoevskij ne I fratelli Karamazov. Ci vediamo Mercoledì 6 Marzo a Brescia per l’inaugurazione del Giardino dei Giusti.

Tre giorni di celebrazioni

A partire da lunedì 25 febbraio avranno luogo una serie di eventi per ricordare i giusti dell’umanità. Prima a Brescia e successivamente, il 6 e il 7 marzo a Barbariga e Orzinuovi. Per quanto riguarda il Giardino dei Giusti della città, saranno visibili i risultati del progetto di rigenerazione che ha interessato ed interesserà il parco in questi giorni. Il comune di Barbariga inoltre vedrà oltre alla cerimonia anche l’inaugurazione di un nuovo Giardino dei Giusti. Collocato in via Garibaldi, vicino alla Torre passeraia.

I Giusti

Per l’occasione nel novero dei “Giusti” della Giornata Europea anche i premi Nobel per la Pace Lech Walesa, strenuo oppositore del populismo dilagante in Polonia, e Nadia Murad una delle donne yazide rapite dallo stato islamico. Le quali saranno celebrate, con la cerimonia dei cippi, lunedì alle 11.30 al Giardino dei Giusti del Parco Tarello, insieme al partigiano Astolfo Lunardi e il rabbino Giuseppe Laras. A Barbariga invece per l’occasione, saranno ricordati, il 6 marzo alle 11 Don Giuseppe Potieri Don Pino Puglisi. L’ultimo appuntamento giovedì 7 marzo ad Orzinuovi, con la celebrazione di Vittorio Foa, storico antifascista, e i coniugi Giuseppe Gloriotti e Maria Colombi. Eroi locali, che nella loro abitazione di Orzinuovi nascosero una delle sorelle Silbermann, fuggita dalla Germania nazista.

Il nuovo Giardino

Il progetto di rigenerazione del parco di Brescia è stato possibile grazie alla collaborazione degli studenti al secondo anno del dipartimento di architettura d’interni e design della decorazione della LABA. Gli studenti infatti, nelle mura interne del parco, ricorderanno con dei murales artistici, i volti dei 9 Giusti già presenti e dei 4 che saranno aggiunti nella giornata di lunedì.

Articolo tratto da bresciasettegiorni.it

Chiesa e mafia, ci risiamo…

Per molti anni la questione non è stata posta, poi è passata sotto silenzio. Oggi, invece, non si può far finta di nulla e sembrano non esserci più equivoci: i mafiosi sono scomunicati.
Lo ha detto Papa Francesco cinque anni fa nella piana di Sibari, lo hanno ribadito i vescovi in nome proprio ma anche durante le conferenze episcopali, eppure, continuano ad accadere episodi come quello che ha raccontato il giornalista Salvo Palazzolo su La Repubblica:

Come ogni mafioso era ufficialmente scomunicato, ma il “re” della Kalsa Tommaso Spadaro (a differenza di Totò Riina) ha avuto comunque un funerale nella chiesa del cimitero palermitano di Sant’Orsola, per l’occasione blindato (il questore Renato Cortese aveva infatti vietato esequie pubbliche) [ … ] Il frate che ha celebrato la messa, Angelo Li Calzi, sostiene che Spadaro si fosse pentito: “Recitava il rosario ogni giorno”. Ma il boss del contrabbando e della droga (si definiva il “Gianni Agnelli di Palermo per le sue ricchezze) era sempre rimasto un irriducibile di Cosa nostra, non ha mai collaborato con i magistrati

E qualche giorno fa a Catania durante la processione di Sant’Agata è accaduto un fatto non meno grave…ma questa è un’altra storia e Dario De Luca è sempre un’attento giornalista che racconta bene quello che accade dall’altra parte della Sicilia, purtroppo.