Da Reims a Epernay: il mio viaggio in Champagne

Il vino più famoso al mondo non ha bisogno di presentazioni: è lo Champagne. Un mondo fatto di storia, strade, persone e, naturalmente, sogni. Posizionata a circa 150 chilometri da Parigi, l’area di produzione si estende per 35 mila ettari di filari e colline che disegnano la regione tra la Montagne de Reims, la Vallee della Marne, la Côte des Blancs e la Côte des Bar. Patrimonio dell’Unesco dal 2015 grazie al suo “paesaggio organicamente evoluto” questa regione ha due importanti e diversi punti di riferimento: Reims ed Epernay.

La prima è il cuore della regione. La seconda, che si trova a 30 km di distanza, è attraversata dalla celebre Avenue de Champagne.  A metà strada si incontra Hautviller, grazioso paesino dove il monaco Dom Pierre Pérignon scoprì e perfezionò lo Champagne e dove oggi riposa, all’interno dell’abbazia.

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Le Sette Aje e l’omeopatia applicata alle piante

Nella casa vinicola di Santa Margherita di Belice si applica il protocollo agro-omeopatico

Un’azienda giovanissima che è una famiglia. Le Sette Aje affonda le proprie radici nella Sicilia di inizio ‘900 e che coltiva i suoi vigneti lungo le sponde del fiume Belìce.

Leonardo Cannata ha aspettato che le sue figlie crescessero per dare nuova linfa all’azienda di famiglia e dar vita a Le Sette Aje. E’ Cristina ad occuparsi del marketing, Rosalia del commerciale mentre Agata e Gabriella crescono e imparano in questa casa vinicola in regime biodinamico con 5 ettari vitati che difende la biodiversità ed applica il protocollo agro-omeopatico in vigna: una serie di trattamenti naturali pensati sulla pianta e per la pianta in modo tale da limitare l’intervento umano e impattare il meno possibile sull’ambiente. In vigna colori, profumi e animaletti popolano le piante di Grillo Catarratto, Moscato, Carricante e Nerello Mascalese.

Grillo Canaddunaschi 2018

Alla vista si presenta brillante, luminoso dal colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso sprigiona sentori di agrumi, mirtilli bianchi, mandorla e noce moscata. Al palato una leggera mineralità anticipata delle note caramellate. Interessante seguire l’evoluzione  di questo grillo macerato per 24 ore con le proprie bucce che nonostante un’annata difficile può regalare sorprese interessanti

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