Il programma della seconda edizione di NOT (a Palermo)

Banchi di assaggio, convegno e dibattiti, seminari e degustazioni guidate: tutti gli appuntamenti con grandi personaggi del mondo dell’informazione di settore, del vino e dell’enogastronomia

Dal 18 al 20 gennaio 2020 a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, ritorna NOT – Rassegna dei vini franchi con un’edizione ricca di iniziative dedicate al fermento culturale che vede protagonisti i vignaioli. Il palinsensto dell’evento durante la tre giorni prevede diversi focus su storie e territori vinicoli, sul paradigma produttivo e il modus vivendi di cui NOT si fa vetrina sintetizzato nel pay off ‘Do Not Modify, Do Not Interfere’. Contesualmente ai banchi di assaggio, con oltre cento produttori provenienti da tutta Italia e dall’estero, si terranno seminari, incontri e laboratori di degustazione negli ambienti del Cre.Zi.Plus, condotti da note firme della stampa di settore, da grandi personaggi impegnati in prima linea nella valorizzazione delle produzioni materiali, dai migliori degustatori e comunicatori del vino.

Sabato 18 gennaio Not debutterà con un grande dibattito sul mercato dei vini artigianali, sullo stato dell’arte della nuova tendenza di consumo che vedrà la partecipazione del Master Masv di Unipa, di Wine Monitor/Nomisma e di Porthos Racconta, con il titolo “Apocalittici e integrati, questioni di prospettive sui vini naturali e dinamiche di consumo”. Il convegno si terrà dalle 9,30 alle 16 al Cinema De Seta. La prima parentesi del dibattito si concentrerà sui risultati dell’indagine condotta sul consumatore italiano da parte dell’osservatorio sul vino di Nomisma, una delle più autorevoli società nazionali di ricerche statistiche, a cui seguirà la finestra sul vino naturale in Sicilia con i dati raccolti dal Master che forma manager delle aziende del settore vitivinicolo diretto dal professore Sebastiano Torcivia. Il palco ospiterà poi un talk in cui i vignaioli, portavoce del pensiero produttivo che mette al centro il valore del vignaiolo, si raccontano e si confrontano. L’ultima parte del convegno vedrà Sandro Sangiorgi, fondatore della casa editrice Porthos massimo divulgatore del paradigma dei vini naturali, intervistare Franco Giacosa, uno dei padri dell’enologia moderna, attraverso un percorso tematico che va dalla “Scoperta dell’enologia tecnologica all’affermazione del vino naturale”.

Alle 16 si entrerà nel vivo della Rassegna, si apriranno le porte delle Tre Navate, il padiglione che accoglie i banchi di assaggio di NOT, cuore pulsante dell’evento con oltre 100 piccole aziende e 500 vini da degustare. Fino alle 21 gli appassionati di vino potranno intraprendere un viaggio appassionante e inedito tra vini e terroir, storie e scommesse di vita.

In contemporanea, all’interno dello Spazio Eventi Cre.Zi.Plus si terranno i laboratori. Dalle 17 alle 18.30 Piero Sardo, Presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e Mateja Gravner, di Gravner Azienda Agricola fondata da Josko Gravner conclamato uno dei maggiori esponenti del vino naturale, insieme condurranno una degustazione e conversazione sulla rinascita degli antichi paradigmi produttivi dal titolo “Vini, Formaggi e Salumi Naturali”. Dalle 18,30 alle 20 Bernardo Conticelli, Ambasciatore dello Champagne in Italia, porterà gli appassionati a scoprire la Champagne dei Vignerons RècoltantsAlle 21 Al Cantiere Cucina Cre.Zi.Plus si terrà la cena popolare e a seguire dalle 22,30 la festa dei vignaioli di NOT. La notte si allungherà poi con l’after NOT.

Domenica 19 gennaio banchi di assaggio alle Tre Navate saranno aperti dalle 11,30 alle 19. Allo Spazio Eventi Cre.Zi.Plus, alle 10,30, Sandro Sangiorgi insieme a Matteo Gallello, coordinatore della didattica di Porthos Racconta (centro di didattica dedicata alla cultura dei vini naturali), condurranno una degustazione di sei campioni di uno stesso vino della medesima azienda, da sei vigne diverse. Un percorso per scoprire il “Sapore, la Stoffa e il Senso del Luogo”. Proseguirà il ciclo di incontri con la presentazione della ricerca tecnico-scientifica su diversi stili di vini macerati da uve grillo condotta da Uva Sapiens. La degustazione, prevista alle 13.30 e dal titolo ’50 sfumature di Grillo. Mettere a Nudo La Tradizione’, sarà condotta dagli enologi Mattia Filippi (fondatore di Uva Sapiens) e Ivan Cappello e si concentrerà sull’assaggio di dieci vini. Alle 16 Francesca Ciancio, giornalista professionista collaboratrice per Food&Wine, Winenews e Gambero Rosso, terrà una degustazione alla cieca. Mettendo a confronto, Allo Specchio, vini convenzionali e franchi. Si proseguirà alle 17,30 con un viaggio alternativo tra calici e pagine, raccontato nel libro ‘L’Italia di Vino in Vino. Itinerari a piedi e in bici alla scoperta dei vignaioli biologici e naturali’ edito da Altraeconomia. A fare da ciceroni saranno gli autori stessi, Luca Martinelli, Sonia Ricci e Diletta Sereni, giornalisti e comunicatori esperti di enogastronomia per le più importanti riviste di settore nazionali.

Lunedì 20 gennaio alla Tre Navate i banchi di assaggio saranno aperti gratuitamente al pubblico degli operatori di settore, ristoratori, pizzaioli ed enotecai, dalle 10 alle 17. Con oltre 500 etichette in degustazione, si consentirà a chi opera nel settore dell’horeca e della distribuzione di poter approfondire un’ampia e variegata offerta produttiva che si fa portavoce di quei valori a cui una fetta sempre più grande di consumatori, soprattutto giovani, è sensibile. Alle 17 al Cre.Zi.Plus si chiuderà con una merenda, in festa, di saluto con pane, salame e vini.

Nei giorni precedenti e durante la rassegna, il fermento di NOT contaminerà le città con i NOT OFF, il ciclo di appuntamenti dedicati al vino naturale in ristoranti, enoteche, wine bar, spazi culturali.

Il grillo, uno dei vitigni simbolo della Sicilia

Un mio articolo per Winery Tasting Sicily che vi ripropongo qui

È figlio del Cataratto e dello Zibibbo  (o Moscato d’Alessandria) quello che oggi  è uno dei vitigni simbolo della viticoltura siciliana: il Grillo. Chicco grosso e di colore giallo dorato,  buccia spessa e consistente, foglia media, viene coltivato principalmente nel marsalese e in maniera minore nel resto della provincia di Trapani e in quelle di Palermo e Agrigento. A dire il vero il vino grillo viene prodotto anche in piccola parte in Basilicata, oltre che in Puglia (esclusa la provincia di Foggia) dove vengono prodotte quattro IGT diverse (Murgia IGT, Salento, IGT Tarantino, IGT Valle d’Itria IGT). Di norma il colore è intenso, la struttura è di corpo, l’acidità importante. Al palato conferma le sensazioni visive ed olfattive, lasciando notare una buona consistenza per questo vitigno di punta dei vini bianchi siciliani. 

In realtà, “u riddu”, non è “figlio unico” ma sono due “gemelli”, due biotipi chiamati A e B che si differenziano per freschezza e per grado alcolico ma che regalano a questo vitigno grande versatilità. Difatti oltre ad essere un’uva chiave nella produzione dei vini DOC Marsala (insieme al Catarratto, Inzolia e Damaschino), negli ultimi anni è stato impiegato, dando grandissime soddisfazioni tra i vini siciliani, sia come vino secco da tavola ma anche come base per diversi spumanti charmat e metodo classico.

Un vitigno nuovo, recente, nato alla fine dell’800 grazie ad alcuni esperimenti del barone favarese Antonino Mendola e che vede la luce nel 1874 grazie alla testimonianza scritta lasciata dal barone: “seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col Zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri presso Favara; raccolto a 27 agosto dello stesso anno; seminato in vaso a 3 marzo 1870 e nato verso il 20 maggio. Nel 1871 osservando nel vaso 105 una piantolina ben distinguersi tra le molte sue consorelle per vigore e colore delle foglie e più per tormento trassi una piccola mazza e la innestai nel febbraio 1872 sopra un robusto ceppo di Inzolia nera onde affrettare la fruttificazione e così ebbi il piacere di gustarne i primi grappoli nell’autunno 1874. Dedico questa pianta al chiarissimo Ing. G. B. Cerletti, direttore della Stazione Enologica di Gattinara”. Lo scopo delle sue ricerche sono spiegate dallo stesso Mendola qualche anno più avanti: “ibridai il Catarratto comune di Sicilia collo Zibibbo, per ottenere un ibrido colle virtù miste dell’uno e dell’altro progenitore, per potere fabbricare un Marsala più aromatico”. Inizialmente il vitigno venne chiamato Moscato Cerletti, in onore dell’amico ingegnere, prima di essere conosciuto come Grillo. Va anche detto che in diversi sostengono che questo vitigno sia stato introdotto in Sicilia probabilmente proprio dalla Puglia a seguito dell’invasione fillosserica nella zona di Marsala e successivamente nelle altre province dell’isola ma è pur vero che le testimonianze degli studiosi ne documentano una larga diffusione nell’isola già alla fine del 1800.

Oggi copre una superficie vitata di oltre 6.000 ettari con una produzione che supera i 13 milioni di bottiglie. Insomma, c’è grillo per tutti. Cin!

Scopri le degustazioni di grillo in cantina con winerytastingsicily.com.