“Carnaio” e lo schiaffo di Giulio Cavalli

Ci ho messo un po’ a leggere Carnaio. Non troppe pagine in realtà ma il racconto di Giulio Cavalli fa male. E ci illumina.

Nel racconto dello scrittore lombardo c’è la tragedia che colpisce il paesino di DF, l’umanità di Giovanni Ventimiglia, il parroco che predica bene e razzola male, il sindaco padre che insieme al sindaco figlio si alterna alla guida della città da sei mandati, i giornalisti locali con la loro continua ricerca della ribalta mediatica. C’è tutto questo e c’è la normalità di DF che farebbe pensare a come si è ridotto il nostro di paese…Carnaio è un incubo di carne e soldi, la profezia di un mondo prossimo che a pensarci bene non è poi così lontano dal nostro.

Concita De Gregorio, che lo ha proposto al Premio Strega 2019, ha scritto nella sua presentazione: “Potremmo diventare, siamo già diventati DF: il paese chiuso, appestato, impenetrabile dove gli abitanti si arricchiscono e blindano il segreto inconfessabile della loro ricchezza mentre sono, nel tripudio del cinismo, destinati all’estinzione“.

Carnaio è uno schiaffo in pieno volto che prova a svegliarci e che ci ricorda che siamo ancora in tempo a ridare speranza a questo paese chiamato Italia. Leggetelo.

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  • Copertina flessibile: 272 pagine
  • Editore: Fandango Libri (novembre 2018)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8860445779
  • ISBN-13: 978-8860445773