Settesoli sbarca sull’Etna con Mandrarossa

LA COOPERATIVA DI MENFI SUL VULCANO CON 20 MILA BOTTIGLIE. L’UVA PROVIENE DA VIGNE IN AFFITTO

MENFI – C’è una nuova protagonista sull’Etna. È Settesoli, che nel 2020 metterà sul mercato i primi due vini vulcanici firmati col brand top di gamma Mandrarossa. Uve e cantina sono in affitto, ma lo staff è quello della cooperativa di Menfi (AG) che pensa anche a una nuova linea di vini biologici.

“Stiamo facendo quello che tante altre aziende hanno fatto – commenta Giuseppe Bursi, presidente di Cantine Settesoli – ovvero cimentarci in questa splendida zona della Sicilia che è l’Etna. Grazie alla storia e alla struttura della nostra azienda possiamo indagare altri territori e metterci alla prova“. L’articolo completo è su WineMag

Vino di qualità: un altro primato per Menfi

Tratto da Comunali Menfi

Il Comune di Menfi, con 31 menzioni “vigna”, risulta il sito con più riconoscimenti in Sicilia certificate dalla Regione.

 

L’Assessorato Regionale dell’Agricoltura ha aggiornato l’elenco positivo regionale delle menzioni “vigna” per la presentazione e la designazione dei vini a denominazione di origine protetta (Dop).

Nel 2019 salgono a 111 le menzioni “vigna” in Sicilia certificate dalla Regione. Dall’elenco regionale menzioni vigna emerge inoltre che il Comune di Menfi è tra i siti con il maggior numero di registrazioni.

Tra i territori che possono fregiarsi di tale denominazione ci sono anche Contessa Entellina, Santa Margherita Belice, Monreale, San Giuseppe Jato, Sciacca, Sambuca di Sicilia, San Cipirello e Montevago.

In termini legislativi, può essere denominata “vigna” la superficie utilizzata per la produzione di uve coltivate e vinificate secondo le specifiche indicazioni contenute nei relativi disciplinari di produzione e che generano un vino Dop, Denominazione di Origine Protetta.

Le menzioni sono tradizionalmente utilizzate nell’Unione per fornire ai consumatori informazioni sulle caratteristiche e sulla qualità dei vini complementari alle informazioni fornite dalle denominazioni di origine e dalle indicazioni geografiche protette. La tutela prevista, dunque, a livello comunitario con il Reg. UE 1308/2013 serve ad assicurare il funzionamento del mercato interno e pari condizioni di concorrenza, al fine di evitare che i consumatori siano indotti in errore.

L’art. 112 del Regolamento definisce e tutela le “menzioni tradizionali” come espressioni usate per indicare che il prodotto reca una denominazione di origine protetta (DOP) o un’indicazione geografica protetta (IGP) dal diritto unionale o nazionale. Ma non solo. All’interno delle generiche menzioni tradizionali, troviamo le “menzioni geografiche”, che servono proprio ad indicare che il prodotto vino reca una denominazione di origine o una indicazione geografica (che, ricordiamo, sono sempre legate ad un luogo geografico), ma anche un metodo di produzione, un evento, il tipo di luogo, o ad esempio la qualità.